Sala dell'Orfeo

La sala dell'Orfeo prende il nome da una delle opere più belle di Tripisciano, un marmo di alta ispirazione poetica, che rappresenta la testa del mitico cantore poggiata sulla sua lira in balia delle onde del mare. L'opera del 1898 venne presentata alla Prima Esposizione Italiana di Belle Arti a San Pietroburgo e venne poi esposta in diverse occasioni in molte città europee, riscuotendo sempre grandi riconoscimenti. Intorno all'Orfeo sono disposti altri pezzi della sua produzione che riproducono temi neoclassici - come i busti degli Imperatori Romani e Mario che piange sulle rovine di Cartagine - e temi veristici, come L'Avaro, in terracotta o l'Orfana in marmo. Interessante è La pesca inaspettata ,un gesso del 1884, che rappresenta un ragazzo nudo, morso al piede da un granchio mentre fa il bagno. Quest'opera segna il passaggio dal neoclassicismo, ravvisabile nella delicatezza del modellato, al verismo dell'espressione di dolore visibile sul viso e nella contrattura dei muscoli.
L'impronta veristica si nota nella produzione di ritratti e busti commemorativi : Leopardi, Gladstone, Antelo, sono alcuni esempi dell'ampia produzione ritrattistica del nostro autore.
Chiude questa sala un gruppo in gesso del 1890 raffigurante Cristoforo Colombo che saluta il suo protettore Padre Marchena. L'opera - oggi purtroppo mutila - ottenne il primo premio all'Esposizione Internazionale di Belle Arti degli Stati Uniti.

 

Sala del Belli

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Sala degli Oratori

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Sala dell'Orfeo

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Sala degli Angeli

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« Che il tuo genio nel marmo hai così impresso Che pur mirando ad eternare il Belli, Sei riuscito a immortalar te stesso! »

(Cav. Avv. Giuseppe Geraci "Lazio ieri e oggi", fascicolo XXV -1989.)

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