Sala degli Angeli

La sala comprende le opere di ispirazione religiosa e prende il nome da una serie di studi per dodici bellissimi angeli realizzati in stucco da Tripisciano per la chiesa di Sant'Andrea della Valle in Roma, nel 1905. Tra questi un bozzetto, restaurato di recente, raffigurante un Angelo in volo. Interessante in quest'opera lo studio dei panneggi e delle pieghe del mantello, che creano quasi uno sfondo in movimento per la figura dell'angelo che si innalza verso il cielo.
L'opera forse più importante di questa sezione è la bellissima Madonna in trono con Bambino, bozzetto in gesso per la scultura in marmo della cappella Testasecca del Cimitero Monumentale di Caltanissetta e poi riprodotta anche per la Basilica del Sacro Cuore di Milano e per una cappella di Notre Dame di Parigi. I tre esemplari in marmo, pur partendo dallo stesso modello, presentano notevoli differenze formali, tanto da farne opere autonome. Notevole nello stesso settore è la Pietà del 1905 che, per la purezza delle linee, lo studio della composizione e dell'espressività, è uno dei prodotti più significativi della maturità artistica dello scultore nisseno. Altri bozzetti di argomento religioso sono le opere preparatorie per la chiesa di San Gioacchino a Roma di cui il Tripisciano realizzò gran parte della decorazione scultorea: san Giuseppe con il Bambino per la cappella del Belgio e il bassorilievo per il fonte battesimale.
Al centro della sala un Crocifisso in gesso restaurato recentemente grazie al Rotary Club, che non è un bozzetto, come si pensava, del Crocifisso in bronzo esposto nella chiesa di Santa Lucia a Caltanissetta, ma un'opera della maturità di Tripisciano. Le finiture e la cura dei particolari fanno pensare che il Crocifisso fosse destinato ad essere segno della religiosità del nostro autore all'interno del suo studio.

 

Sala del Belli

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Sala degli Oratori

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Sala dell'Orfeo

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Sala degli Angeli

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« Che il tuo genio nel marmo hai così impresso Che pur mirando ad eternare il Belli, Sei riuscito a immortalar te stesso! »

(Cav. Avv. Giuseppe Geraci "Lazio ieri e oggi", fascicolo XXV -1989.)

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